Nuove regole per chi affitta immobili per periodi inferiori a 30 giorni!
Ecco le principali novità:
Aumento dell’aliquota dal 21% al 26% per chi affitta da 2 a 4 immobili (uno può rimanere al 21%).
Obbligo di partita IVA per chi affitta 5 o più immobili, con conseguente qualificazione dell’attività come imprenditoriale.
Piattaforme come Airbnb diventano sostituti d’imposta e applicano direttamente la tassazione dovuta.
Codice Identificativo Nazionale (CIN) obbligatorio per tutti gli affitti brevi.
Cosa cambia in pratica?
Se hai un solo immobile in affitto breve, nulla cambia: l’aliquota resta al 21%.
Se ne affitti da 2 a 4, dovrai scegliere uno da tassare al 21%, mentre gli altri subiranno la nuova aliquota del 26%.
Dal quinto immobile in poi, dovrai aprire partita IVA e operare come imprenditore.
Attenzione alla dichiarazione dei redditi!
Nel Modello 730/2025, dovrai indicare:
- Codice 2 per l’immobile con cedolare al 21%.
- Codice 3 per quelli tassati al 26%.
Quando e come si paga la Cedolare Secca?
- Entro il 30 novembre, in un’unica soluzione se l’importo è inferiore a 257,52€.
- In due rate (40% entro il 30 giugno, 60% entro il 30 novembre) per importi superiori.
Con partita IVA: pagamento obbligatorio tramite F24 online.
Senza partita IVA: pagamento in banca, posta o presso l’Agenzia delle Entrate.
Cambia la gestione fiscale degli affitti brevi e chi utilizza piattaforme come Airbnb o Booking.com dovrà essere consapevole dei nuovi obblighi!
Sei d’accordo con questo cambiamento? Pensi che aiuterà a regolamentare il settore o lo renderà più complicato? Scrivilo nei commenti!